Funny Valentine

Metti una sera all’ora di cena, nel paese ghiacciato da uno strato di neve che permane nei vicoli e sui tetti; gli abitanti superstiti e i migranti arrivati rintanati nelle case a  guardare in tv il racconto di ciò che resta della politica. Manca la notizia più triste che arriverà la mattina dopo, ma è San Valentino, e anche se si perde nella notte (dei tempi) l’ultima cena romantica, t’affacci all’uscio di un sito accogliente dove potrai con calma ricordarti che centosei anni fa, lo stesso giorno è nata tua madre, in una campagna lontano da qui, da donna borghese e poliglotta (governava anche i giovani soldati che occupavano il mas nel suo tedesco familiare e affettuoso). Entri insieme allo stormo dei ricordi variegati che ti porti dietro e trovi l’oste accogliente che ti ha aperto la porta (grazie Gianfranco!) e quattro tenere coppie che – nonostante Monti, le tasse, le banche, le ferrovie e la benzina – hanno deciso di celebrare i loro sentimenti.
Gianfranco ammicca e ti mette di fronte al fatto compiuto. Mentre versa nel mio bicchiere posso sentire la voce rauca e la tromba di Chet Baker parlarmi ancora una volta d’amore.

Fuor di Polemica

Tra i miei propositi (mai dichiarati, ma praticati con religioso puntiglio), per questo anno Maya 2012 (ma che dire delle banche? e di petrolieri e gestori della telefonia?) ho messo in bella evidenza, a me stessa, quello di bandire la polemica e di concentrarmi con forza su obiettivi e contenuti di quello che dico o scrivo.
Non solo per amor di chiarezza, ma soprattutto per non disperdere le mie energie e non prestare il fianco ai disturbatori di idee – quelli che saltano sulla tua polemica e la conducono speditamente fuori dal recinto della discussione, confondendo le idee, proprio come farebbe uno scrambler con i suoni.
Chi legge le Lezioni Americane (Italo Calvino,  Einaudi Editore), di solito si lascia incantare da quella sulla ‘leggerezza’. E’ successo pure alla sottoscritta, ma che dire di quella sull’esattezza e di quell’altra sulla rapidità?
Sembrano pensate proprio per noi italiani (e non per l’oltreoceano), per noi che invece siamo già piuttosto bravi nella leggerezza – ci è quasi connaturata – ma molto meno versati nella precisione e soggetti ad “andar per rane” come si dice a Milano, cioè divagare tradendo le urgenze e scivolando pigramente nei gorghi polemici.
Ho realizzato che polemizzare sottrae energia alle proprie idee e alla loro affermazione, ci sottomette all’altrui dialettica, ci fa perdere tempo.-
E non me/ce lo poss(iam)o più permettere: è tempo di cambiamenti subdoli e violenti, occorre tutta la lucidità e la tenacia di cui siamo capaci. Per quest’ultima serve anche mangiare meno (attività oggi largamente praticata dai greci: sia detto con il massimo rispetto per loro.

Hotel Costaccia

Tutto era bianco con marcati riflessi azzurrognoli. Solo il verde speciale degli olivi suggeriva che non siamo su un campo di sci, ma nel cuore del Mediterraneo. Un cuore crudele in questi giorni, un cuore gelido che pare quello dell’ Europa.
Strage di pettirossi e altri uccelli – anche di taglia più grossa – che schiantano per la fame e per il gelo. Piccoli benefattori dell’agricoltura, grandi animatori del paesaggio; avieri intrepidi e spericolati che ci hanno preannunciato il grande freddo, nei giorni scorsi.

Tutti alla fame fino alla curva della Costaccia, dove mi appare l’unica nota di colore nel paesaggio – colore violento e mangereccio – in questa giornata.
Forza pettirossi, ce n’è per tutti! Gli abitanti della Costaccia non han potuto cogliere i frutti   del grande albero di kaki che è diventato un bed and breakfast, una pensione, un asilo, una taverna, un hotel con self service.

Brunello Bianco

 Oggi compleanno di Charles Dickens (riso, pianto, emozioni), di cui tutti dovrebbero leggere tutti i libri, ma il pensiero che mi assilla è che la stagione che stiamo vivendo contiene tutti gli elementi di una narrazione dickensiana.

Penso al freddo, alle ristrettezze economiche di così tanta gente, alla neve (cos’altro fa più Dickens della neve?), alla gente che perde il posto di lavoro: una specie di nemesi, dopo una lunga stagione di scialo occidentale…

Ma la neve può assumere anche forme più affascinanti e meno tristi, quando ci ripropone le vigne di questo vino famoso, che per l’occasione diventa bianco come un Natale d’antan.

Snow News

Snow News. Un piccolo gioco di parole, un anagramma mancato, per sfottere un po’ chi pretende di ‘fare informazione’ parlandoci tutti i giorni della neve e del freddo, in inverno. Invece la neve ci voleva proprio, o almeno tanta pioggia. E il freddo più freddo deve arrivare proprio nei giorni della merla; se non ora quando? Il timore, invece, è che un gelo repentino, come annunciato, possa rivelarsi pericoloso per gli olivi. Speriamo che il cuore dell’inverno, oltre all’informazione, non geli anche il nostro cuore.

Per chi Suona le Campane

Venivamo spesso, qualche volta anche solo per il week end; di sicuro non facevamo passare molte feste comandate senza venir giù – armi, bagagli e il fido gatto Abril – a far lavori, incontrare un idraulico, piantare un albero. Un anno a Pasqua nella classe di una delle gemelle avevano organizzato una festa e una madre un po’ stupida aveva pensato bene di regalare un pulcino (vero) a ogni bambino. Così ci era capitata in casa questa creaturina pigolante che si chetava solo dormendo sul collo di Francesca, al riparo dei suoi capelli. Gatto Abril pareva aver dismesso l’istinto primordiale e tollerava quel minuscolo essere invadente, ma si capiva che non sarebbe durato molto. Il viaggio pasquale a Fonterenza poteva essere una buona occasione per piazzare il pulcino in buone mani, presso qualche paesano abituato ad allevare polli e similari. Così fu; il pulcino – nel frattempo aveva acquisito un nome che ora non ricordo – fece quattrocento chilometri in auto, accovacciato sulla testa del gatto, tra le sue orecchie, in una situazione più che mai precaria. Le gemelle avevano acquistato un sacchetto di mangime per polli e arrivati a destinazione avevano liberato il gatto dall’incomodo, infilando il pulcino direttamente nel sacchetto del suo mangime.
Oliviero entrò in scena a quel punto, accettando di ‘tenere’ il pulcino per conto delle due gemelle fiduciose della sua esperienza di allevatore di numerosi animaletti – le capre, i conigli, i piccioni – che esse non mancavano di visitare ogni volta che venivano in campagna.
Il ritorno in campagna per la vacanza estiva fu atteso con impazienza, aggiungendosi ai consueti piaceri agresti l’idea di ritrovare la creatura affidata a Oliviero e magari passarci qualche ora a giocare. La notizia – comunicata alle gemelle da Oliviero, nel più naturale e rilassato dei modi – che il pulcino, divenuto felicemente galletto grazie al copioso mangime e alla buona aria di campagna, era finito in padella, segnò la fine di una certa categoria di illusioni e incrinò per sempre la reputazione di Oliviero quale amico degli animali.
In seguito, fino a tempi recenti, avevo sentito parlare delle sue vicissitudini di salute – era molto ghiotto e la passione per il cibo lo aveva segnato pesantemente –. L’unico movimento fisico che faceva era legato al suo ruolo di campanaro, a cui si dedicava con passione e competenza. Ogni volta che qualcuno sposava o moriva le campane suonavano per mano di Oliviero. In piazza, oggi, alla fine del suo funerale, le campane tacevano.

Futuro con Stile

Non capita tutti i giorni di compiere novant’anni e quando succede a qualcuno particolarmente carismatico, chi gli sta intorno lo festeggia. Anche perché festeggiare un mito che è pure longevo vuole dire festeggiare anche sé stessi, constatando la propria permanenza sul palcoscenico della vita, con successo e benefici collaterali. È, insomma, un po’ come manifestare la propria gratitudine agli dei.
Sarà anche per questo che nelle comunità, nei club, nelle imprese, ovunque vi sia un ‘senior’ molto rappresentativo di qualcosa che significhi molto per tutti, si onorano gli anni di chi ne compie tanti, soprattutto se questi ci arriva superbamente, con la capacità intatta di essere emblematico, il tutto anzi accresciuto dal suo stile, dall’uso di mondo, dalla cultura e dall’affetto proiettato tutto intorno, con elegante lungimiranza.
E non ho esitato manco un attimo, quando Andrea Cappelli mi ha invitato a partecipare al pranzo che stava organizzando in onore dei novant’anni di Franco Biondi Santi; poi però, uscendo da Silene, ho guardato le prime luci della sera, e ho pensato che sarebbe stato bello se un paese e una comunità avessero festeggiato tutti insieme quel compleanno, superando per un momento inevitabili contrapposizioni e traendone un significato comune: l’auspicio di un nuovo sentimento, fosse anche solo l’istinto un po’ cinico (ma lungimirante) di tirar fuori le proprie qualità, con energia, ed emergere, con successo, in un’Italia che non pare più all’altezza.

Invito a Pranzo

Un paese deserto, in una domenica di gennaio che non sembra neanche inverno. Potrebbe sembrare lo specchio di un’Italia che piano piano si sfilaccia e perde i pezzi. Invece, nel cuore del paese, ancora una volta, l’energia è donna. Poche chiacchiere e molta concretezza portano avanti le piccole grandi tradizioni che le ricerche di mercato chiamano “stili di vita”. Cose di cui è urgente avere memoria prima che ce le ripropongano i cinesi. Oggi ce le propone Alba dalle mani svelte e capaci, con la buona farina del Molino Orcia, un pizzico di sale, acqua e un uovo vero (delle sue galline) e il suo sapere. Un vero privilegio sedersi alla sua tavola.

Infine, Incipit

No, in realtà qui non comincia la storia, ma ne finisce una. Domani si terranno i funerali di Carlo Fruttero e a me capita tra le mani “Incipit”, da lui scritto con Franco Lucentini. Per un curioso di libri eccone uno sfizioso, da tenere sottomano, per passare una sera d’inverno – in campagna, ma anche in città – al riparo dalla tele-visione. Comincio a sfogliarlo e rintraccio prima di tutto la dedica affettuosa del duo elegante e amatissimo – Franco L. con indimenticabili camicie prugna e cravatte di lana ton sur ton; Carlo F. spesso in toni ocra-sabbia-salvia, con meravigliose scarpe minimaliste che sembravano inventate per lui – . Un altro mattoncino che si sgretola, lasciando al suo posto un piccolo antro materico capace di diventare sostanza per nuovi pensieri. Leggo su un quotidiano che il funerale sarà piuttosto divertente (ironico) proprio come Carlo Fruttero aveva chiesto che fosse, e non poteva essere altrimenti.
Sfoglio, ancora, e il libro mi si apre a pagina 66, dove si possono leggere due Incipit: n° 207, che tutti riconosceranno e il n°208, del Trattato di Maastricht,1992, che istituisce l’ Unione Europea; per un caso, nella pagina di destra il capitolo termina con l’incipit n°211, della Disobbedienza Civile di Henry D. Thoreau, un autore che amo molto, per lo  sguardo ambientalista e la capacità di mettere in cammino le idee. Tutto torna: ciao Carlo e grazie di tutto.