La Cutrettola e il Pellicano

Ovvero come passare di colpo dalle gioie della campagna alla percezione del marciume in cui affondiamo. La cutrettola è un passeraceo molto singolare – ha una camminata lieve a cauta che la fa somigliare ad una danzatrice: infatti viene chiamata ballerina – e io ne conosco alcune famigliole che nidificano intorno al villaggio non natio dove abito. Osservare una cutrettola (che, tra l’altro, tende a interagire anche con gli umani) è una vera delizia; solo l’upupa riserva soddisfazioni simili!
Stamattina però ne ho incontrata una che non conoscevo, in un luogo inedito, ai bordi della provinciale vicino al ponte sull’Orcia, quasi in provincia di Grosseto. Pareva facesse l’autostop: quasi non si scansava al passaggio delle auto, tornando continuamente sui propri passi, sul bordo della strada che percorreva camminando su e giù, con una certa determinazione. Cercate una cutrettola e osservatela nelle sue azioni quotidiane: vi consolerà delle porcherie che quotidianamente potete scoprire leggendo ciò che resta della libertà di stampa del nostro paese.
Ma come – si può obiettare – il governo è cambiato, ora c’è gente davvero sobria, che finalmente si comporta e si esprime come dovrebbe farlo chi tiene in mano le redini di un paese, in un momento così delicato…
E sull’allure di chi governa il paese non c’è proprio niente da dire, se non quello che magistralmente – in poche frasi, infilate una dopo l’altra, con ineluttabile consecutio – osserva Travaglio (un giornalista che ho spesso trovato detestabile), sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, oggi, dando corpo a tutto quello che pensiamo in tanti – diversamente appartenenti – ma che viene taciuto da tutta la stampa “che conta”. Più che malinconico, allarmante.