Te Deum, con cautela

Tornare a vedere quasi normalmente mi ha regalato la visione di un iris (piantato anni fa da Margherita) che si manifesta ogni anno per rappresentarmi la bellezza. Le piccole (e per ora indenni) gioie che la campagna riserva a chi le sa distinguere dalla spessa melma in cui siamo calati quotidianamente sono fatte anche da queste cose semplici, riservate a chi le capisce. Una specie di compensazione – un contrappasso al contrario! – dell’incubo in cui siamo scivolati, proprio mentre ci accorgevamo che l’eccesso di valore attribuito ai soldi poteva avvelenarci l’esistenza e offuscava ogni altra cosa. Ora il denaro è diventato l’assoluto e tende a sopraffare il senso stesso della vita, come infelicemente testimoniano coloro che se ne privano…

Per questo, la gioia di vedere – ogni giorno un po’ meglio -, di tornare a distinguere lineamenti, parole scritte e questo fiore speciale (se non ancora gli amati paesaggi) è velata dal clima di depressione generale.