Ieri sposi, a Firenze

Tutto perfetto, a cominciare dalla giornata: ventilata, col sole che disegnava nitide le pietre di Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria. Signore eleganti, signori commossi; la sala rossa dei matrimoni ispira un sentimento quasi religioso, conferendo al matrimonio civile una sacralità inattesa. Si sposano presto, gli amici, perché c’è uno stand by pazzesco di giapponesi che vengono a sposarsi a Firenze (che è, indubbiamente, chic) e l’ora, arrivando dalla campagna, richiede un caffè che risarcirà le emozioni e la levataccia. Da Rivoire il caffè è perfetto e il cameriere spiritoso e gentile. Ci tornerò, per ricordare gli amici e il giorno bello. Ci torno, ma non in taxi. Quello che mi riporta indietro, all’auto lasciata al limite della città, guida lemme dietro a un ciclista, parlando al cellulare e quando smette, alza il volume dell’autoradio per sentirsi meglio. L’abbassa quando deve dirmi “diciassette euro e dieci”.