Italia in Fumo

Se una sera d’estate un architetto, o un avvocato, o un commercialista, o un medico – uno che è reduce da anni di studi, culminati in una laurea – va a cena in un bel ristorante, dopo aver ammirato il suggestivo paesaggio toscano, in uno dei luoghi più famosi per i costosi vini e la cucina schietta e nostrale – un luogo conosciuto e ri-conosciuto di là d’oceano e nell’universo mondo per la cultura e le bellezze naturali – e si gode la serata con altri architetti o avvocati o commercialisti e/o medici, tutti professionisti competenti e rispettati, tutti accompagnati dalle loro signore – signorili, eleganti, abbronzate, profumate con discrezione e con sciarpe di voile ton sur ton -, tutti in grande familiarità col batista di lino e il tasmanian.

Se una sera d’estate questi signori vanno a cena e, chiacchierando amabilmente dei loro fatti e di varia mondanità nel dopo cena, sublimano la serata in fumo di sigaretta, come mai gli è venuta l’amnesia del posacenere? Si vede che il fumo nuoce gravemente. Alla buona educazione.