L’Odore dei Soldi

Mentre i temi e gli articoli che si susseguono sulla stampa nazionale (ma ancora di più su quella internazionale) registrano l’insolvere di nuovi pensieri e riflessioni da parte di tutti gli attori sulla scena mondiale – giornalisti, sociologi, economisti, istituzioni, e qualche politico lungimirante -, prodotti dai grandi cambiamenti che ci lasciano con più di un interrogativo, molti uffici stampa continuano (come se niente fosse successo) a macinare i soliti ingredienti da dare in pasto ai giornali, apparentemente ignari (gli uffici stampa) che i generici ottimismi e le iperboli riferite al prodotto di cui si occupano, cozzano con lettori che sono stati colpiti da eventi epocali che hanno lasciato cicatrici nelle anime, nell’immaginario e quasi sempre anche nei portafogli.
Mi riferisco, in questo caso, alle Anteprime dei Grandi Vini Toscani che si stanno svolgendo in questi giorni, ma vorrei subito sottolineare che quella che sto scrivendo non vuole essere un attacco a chi “fa” l’ufficio stampa. Perché gli uffici stampa, troppo spesso, non sono altro che il megafono di ciò che i loro committenti vogliono, e questi ultimi paiono incapaci di dialogare, ad argomenti pari, con i soggetti che possono apprezzare e valorizzare segnali di rinnovamento, nuove proposte, nuovi argomenti che dovrebbero essere usati a favore dell’inestimabile patrimonio enologico italiano (e nello specifico, toscano).

Perciò, mentre il mondo ‘globalizzando’ si omologa e si appiattisce sempre di più ma così facendo diviene anche lo scenario ideale per affermare i tantissimi ‘unicum’ che il nostro paese detiene, e mentre l’universo mondo è alla ricerca dell’originalità residua, noi evitiamo accuratamente (ancora una volta) questi temi, e diamo i numeri. Numeri che per altro testimonierebbero il buon successo del nostro eno-export , ma in termini di volumi, perché il nostro prezzo medio resta ancora basso, per esempio rispetto alla Francia. A dimostrazione che anziché apprezzare le qualità e i meravigliosi profumi dei nostri vini, il nostro naso resta tutt’ora più che altro sensibile all’odore dei soldi.