




Un paese che si svuota – proprio come si legge nelle ricerche dell’Istat e nei servizi giornalistici – ma che ospita ancora spiriti vivaci e indomiti. Le donne di Sant’Angelo in Colle (massì facciamo un po’ di pubblicità!) riescono a sfamare più di centocinquanta persone in un botto; accade nelle circostanze più disparate e in occasioni eterogenee – per un aiuto umanitario, o per una ricorrenza paesana di cui solo pochi ormai hanno memoria –, il menu è ancora di una toscanità molto locale, come la parlata, che varia quasi da podere a podere, ognuno con i suoi modo di dire. I pranzi, sempre eccessivi (spesso con due primi, preceduti da antipasti, seguiti da tanta carne) ancora esorcizzano una fame secolare. Una fame che ha aguzzato molteplici ingegni delle donne, che con un po’ di farina, acqua e semi di finocchio preparano le “donzelle”, fritte nell’olio. Pericolosissime per la linea sono perfette con un bicchiere di Rosso, quello vero, di Montalcino. Queste, preparate il sabato le abbiamo mangiate domenica scorsa, per una buona causa
Un sabato nel Villaggio
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