La bellezza non basta mai

DSCN5758Arrivano quassù dopo una gran pedalata nel paesaggio, oppure – più banalmente – in auto; talvolta a piedi; mi aspetto che, prima o poi, giungano a cavallo in minuscole carovane. La meta è nel viaggio, è poter dire “son salito lassù”, un caffè è l’esile premio di una scelta non banale. Oppure – ben più sontuoso – un bicchiere di vino, ma da gustare a piedi nudi (le signore) affacciati sul paesaggio che chiama – anche se sei seduto in uno dei due allegri ed eleganti ristoranti che accolgono il viandante (meglio se acchittato shabby chic); il paesaggio che ti costringe ad alzarti e non limitare la visita e la vista alle bontà che il luogo offre.

Attenzione! Il buono c’è perché c’è tanta bellezza qui intorno; e non tutti hanno capito fino in fondo che la bellezza è indispensabile: all’umore, alla salute dell’anima e pure a quella del corpo. Si sale quassù per nutrirsi di bellezza e va da sé che poi ci si sieda per chiudere il cerchio, tra bellezza e bontà. “Credimi”, mi dice l’ospite gentile e attento “giro molto per luoghi non banali, ma qui c’è davvero qualcosa di speciale”.DSCN5764Se lo capissero tutti – penso, mentre lui parla e prende appunti con il tablet – sarebbe un miracolo, anzi un terno al lotto. Ma sull’idea che siano margaritas ante porcos, mi bevo un caffè e guardo il paesaggio: la bellezza non basta mai, se poi è anche così buona e generosa, figuriamoci!

 

7 pensieri su “La bellezza non basta mai

  1. Ciao Silvana!
    mia mamma (Adriana di Legnano) mi ha detto del sito, ma io lo conoscevo già e, quando ho nostalgia di sant’Angelo mi collego e ti leggo assai volentieri.
    Immersi come siamo nell’afa (ora) e nel cemento questa è davvero un’oasi per me e vi attingo con gli occhi e con la mente. Grazie! Salutami Francesca.
    Spero di venire presto costì,

    Mirella

    • Buonasera Mirella! Ah non sapevo che tu leggessi queste cronache. Spero davvero che siano rinfrescanti, ma non compiacenti (come piacerebbe a molti, anche simpatici, lettori).
      Preferisco essere critica, per la gara delle piaggerie da queste parti ci sono legioni di “professionisti”. Invece, se qualcuno mi critica, sto ad ascoltare, perché mi aiuta a correggere (i troppi) sbagli.
      Ma troppo spesso mi accorgo che non è mai morto il conformismo delle idee, mentre i conformisti, a furia di esprimere banalità, rischiano di ammazzare questi luoghi.

  2. “La Toscana è tra le regioni del mondo più famose per la loro bellezza. E’ un luogo comune parlare della dolcezza e della grazia dei suoi paesaggi. (…) Pure, ad osservarla bene, la dolcezza non è la più intima caratteristica della terra toscana, come invece dell’Umbria. (…) Sotto l’involucro grazioso si scopre una precisione, una purezza di contorni, uno scarno rigore di disegno: mentre l’occhio si incanta sulla dolcezza delle prime apparenze, scivola dentro l’anima una lezione più severa. La bellezza toscana è una bellezza di rigore, di perfezione, talvolta di ascetismo, sotto l’aspetto della grazia. A differenza della collina veneta, languida e fantasiosa, quella toscana si direbbe disegnata da un artista cosciente, che non lasci nulla al caso, e aborra dal superfluo, anche se poi, a lavoro finito, cosparge di gentili ornati la fondamentale secchezza della sua concezione”.

    Guido Piovene, Viaggio in Italia (1953-56).

    • caro Domenico, magari i bravi toscani (con debite eccezioni, ovviamente) facessero del “Viaggio in Italia” il loro breviario del gusto. Magari i bravi italiani riscoprissero Piovene e un’Italia che c’è ancora negli occhi della mente di pochi. Se la bellezza ci deve salvare, è urgente far capire che è inutile costruire muretti e piccole aiuole, piantare cipressetti e tirare su cancelli..

    • Grazie Bianca. (Non la mia amica Bianca di Roma, forse?) Grazie: sto in un luogo tale che la minima pagliuzza nell’occhio mi fa andare su tutte le furie. Qui c’è tanta bellezza e “la bellezza non basta mai”. Arrivederci.

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