Signore e Donzelle

Credo sia stata la cena in onore dei maggiolai – insomma di quelli che a maggio vanno cantando e suonando, vestiti in costume, secondo tradizione – e pazienza se la suddetta cena si è svolta due mesi dopo.
Quello che conta è che quando le “ragazze” di Sant’Angelo, come le chiamo io, si mettono ai fornelli, per una cena di paese, c’è sempre la fila a prenotarsi, e vengono anche da lontano..
Il giorno in cui ritroverò, nel mucchio dei numerosissimi documenti fotografici che raccontano i miei ricordi  – storie e  paesaggi paesani, immagini delle cene  con “Picchio” che cucinava, il tavolo serpeggiante che attraversava la piazza, i piatti conditi di buona volontà e voglia di essere vivi e lì – mi verrà un colpo, perché quella gente se n’è andata per sempre, insieme alle storie, alle ricette poverissime, al lavoro che era pura fatica (ormai dimenticata). Per questo la dedizione (parola desueta, ma precisa) con cui le donne del paese puntualmente ricordano a loro stesse, a quelli che restano, ai parenti e agli amici lontani (e agli immigrati, quali la sottoscritta) ciò che resta di allora – le vecchie ricette, il fare insieme, un senso di solidarietà che travalica le rivalità paesane – questa dedizione non ha prezzo. Nella speranza che il gesto venga raccolto da chi succederà a queste mani e a questo sapere. Per la solidarietà son altri tempi, quelli di oggi; per il riposo, invece, il paese è pieno di angoli forniti di fresco, brezza giusta nonché panorama stupendo (per ora).

10 pensieri su “Signore e Donzelle

  1. Anche a Vertine succedono queste cose, quella parte vera e vitale che si riconosce nel rispetto del luogo e che ne inventa una ogni tanto per accendere i fuochi.
    La prossima ad occhio dovrebbe essere la festa del patrono con cena in piazza..

    • Finché ci saranno queste persone, queste donne spinte quasi dalla ‘biologia’ a conservare e proiettare verso il futuro il ricordo di “chi siamo”, lo spread (invenzione per fotterci: nessuno me lo leva dalla testa) ci martellerà, ma non l’avrà vinta. Vedi Canzone di Legnano!

  2. …che tenerezza,queste “ragazze” di Sant’Angelo!….vien voglia di abbracciarle tutte per il cuore che mettono nel far stare bene la vostra comunità…E che dire delle seggioline “spaiate”all’ombra ,che son “tutte un programma”!…un vivere lento e umano,..L’altro giorno ho rivisto in tv il film “Il pranzo di Babette”…meraviglioso…di come il cibo “apra” i cuori e i sensi,e aggreghi…Un saluto

  3. …Silvana,se puoi,racconta ancora di queste “sante” donne laboriose,…e non permettere che le loro ricette vedano perse…Trascrivetele,narratele…è un patrimonio unico…da raccogliere anche in fogli e farne dono.Io avevo iniziato a farlo,raccogliendo il sapere di una cara amica…Ilaria. Una persona eccezionale,modesta e generosa,…che amava la cucina e il sapere antico. E che un giorno mi accolse a casa sua con una minestrina fatta davvero di niente…BUONISSIMA!!!!..di cui ricordo ancora il bel colore nel piatto, e l’armonia delicata di sapori….Avevo iniziato a trascrivere qualche ricetta, ma poi Lei se n’è andata…Una domenica mattina ,in modo tragico,ingoiata dal suo “male”di vivere…

    • Ho molti ricordi (e altrettante ricette) di donne – grandi – vive e morte, di questo mio paese adottivo (dove ogni po’ mi par d’essere in esilio, ma solo se adotto lo sguardo degli altri…)

      • …raccontaci,allora…ti starei ad ascoltare per ore…Hai mai pensato di scriverci un libro?…anche disegnato….un saluto

        • Per pensarci ci ho pensato – sì – penso parecchio, poi – contrariamente a quanto succede qua e là – comincio a domndarmi a chi può interessare e perte il conto economico mentale.
          Perciò, prima di farlo devo verificare: ci vuole un editore, una scaletta, un’idea del pubblico a cui ci si rivolge, altrimenti si rischia di immaginare qualcosa che non troverà spazio, perché non interessa che a poche persone. Però ora si può stampare “on demand”, oppure pubblicare in formato digitale…insomma un sacco di nuove possibilità.

          Inoltre, durante una ‘riunione’ paesana, in cui si discuteva di una piccola pubblicazione localissima. un cosiddetto ‘maggiorente’ (in realtà un fessacchiotto) mi ha comunicato che io non sono “più” competente, in quanto vecchia.
          Pensa al dispiacere di costui se pubblicassi – proprio io che “non sono” un libro con le ricette del “suo” luogo!

  4. …E allora,proprio per “onorare” il “fessacchiotto”e la sua inqualificabile imbecillità ,il libro “S’HA DA FARE” !!!!!!….Va bene pianificare il lavoro,indubbiamente,…ma certe volte accade che certi progetti nati dal cuore,e dall’anima,hanno vita propria….e crescono man mano da se’,senza poterne guidare più di tanto l’evolversi delle cose…E si può rimanerne stupiti dall’esito raggiunto,che mai avremmo immaginato all’inizio…Silvana,io non sono nessuno per consigliarti….ma lo farei davvero…per ONORARE chi ha dato se stesso per rendere questa campagna meravigliosa,per la storia che c’è dietro ad ogni mattone e ad ogni pietra e albero che vedi…E’ il SAPORE/valore delle umili e semplici persone che hanno “attraversato” quei luoghi nell’anonimato più assoluto ,ma che hanno rispettato e arricchito col loro lavoro…Non vorrei sembrarti patetica,con questi miei discorsi …Ma ci credo. E non ha forse molta importanza chi lo comprerà…So che lo vorranno in tanti. Puoi progettarlo inizialmente anche a dispense, con una ricetta e un personaggio “legato” a questa…Per la “mia” Ilaria,era un racconto che ruotava intorno alla ricetta,..da donare con semplicità agli amici a Natale…un caro saluto Elisabetta

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