Tradizione senza Tradimento

Quando mi ha messo sotto il naso quattro fior di zucca alla sua maniera, il giovane Luca – che ha guardato con attenzione la su’ nonna che li faceva ripieni, nella cucina di famiglia anni fa – forse non si è reso conto di aver toccato un tasto delicatissimo.
Come si fa a rimanere fedeli alla propria terra e alle sue tradizioni, senza tradirle ma riproponendole con passo più leggero e moderno?
Forse solo un giovane appassionato ci poteva riuscire: il risultato si intuisce facilmente dalle immagini: non sono riuscita nemmeno a stabilire l’inquadratura giusta. Le forchette si sono allungate nel piatto, la soffice ricotta, coi suoi profumi, era stata magistralmente avviluppata dai fiori che sentivano ancora la freschezza dell’orto (proprio come una volta, ma con più leggerezza). Mi sono immaginata la nonna di Luca che buttava giù uno sguardo compiaciuto a ‘sto nipote che si diverte a riproporre le sue ricette, mettendoci pure un pizzico di gioventù. Buon appetito. al Leccio, as usualfior di zucca, pensando alla nonna

2 pensieri su “Tradizione senza Tradimento

  1. C’è chi ancora – pensando di parlare di cucina – non capisce che senza affetto e senza storia, non si dice molto. A Sant’Angelo in Colle, dove temporaneamente vivo, di storie ce ne sono a bizzeffe (e di piatti gustosissimi pure!). Bisogna non perderle di vista e voler bene a questo mondo che gira, passa e va ..

  2. …mamma mia,Silvana!…tu ci prendi tutti per la gola…..Complimenti a Luca,giovane cuoco appassionato!….che ci aiuti a “digerire” questo tempo odierno,tanto difficile…un saluto

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