L’Orto della Canonica

Uno dei tesori custoditi dal piccolo paese è racchiuso tra le vecchie mura irregolari della chiesa parrocchiale. Ancora Monti non ha pensato di creare una tassa ad hoc, eppure questo è un lusso! Ed è un lusso senza consumismo, è un’oasi di pace, una pausa nelle preoccupazioni che incalzano: è davvero terapeutico. L’orto ha una regina: l’unica al mondo che non regna, ma governa – con lavoro e fatica quotidiani – e mantiene vivo questo piccolo regno che restituisce energia al paese, come un cuore che pulsa.
Ogni paese dovrebbe avere un cuore segreto come questo; alcune grandi metropoli hanno riscoperto gli orti, non per consumismo ma per amore della terra e dell’energia che diventa nutrimento anche virtuale.

15 pensieri su “L’Orto della Canonica

  1. O dove l’hai trovata una calla azzurra? Gli ortaggi sono così belli che fanno invidia, nel nostro orto una punta mangiata da qualche animalaccio c’é sempre.

    • La calla è bianca; la mia macchina fotografica ‘interpreta’, e io le lascio fare. Ma l’orto è davvero – nella sua piccolezza – un’oasi di serenità!

  2. 17 aprile – GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE LOTTE CONTADINE – Così è nata questa pagina: In questi giorni di giugno 2009 in Perù le comunità contadine hanno ottenuto una storica vittoria: il Congresso (Parlamento) ha sancito il loro diritto al possesso della terra contro gli espropri e le privatizazioni. Nell’estate del 1919 dal Lazio partì l’occupazione delle terre estesa poi al Mezzogiorno contro il latifondo. Nel 1949 dalla Calabria e dal Lazio altre lotte imposero la riforma agraria. Per non dimenticare tutto ciò e coloro che ne furono protagonisti: contadini, contadine, artisti, sindacalisti, preti, e tutti coloro che interpretarono il movimento, in Italia e in altri paesi. Ritagliamo cronache, registriamo testimonianze e canzoni, recuperiamo fotografie, disegni, poesie. Eric J, Hobsbawm nel 1964 si stupì che le lotte dei contadini delle Ande assomigliavano a quelle della Calabria, vittime come loro di soprusi e di espropri. Ieri come oggi, “nostra patria è il mondo intero, nostra legge è libertà” e la nostra ricerca non si ferma alle frontiere: oggi il Perù, ieri l’India e la Cina o il Mexico o il Brasile, sempre l’Africa nel nostro cuore.
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    da pagina FB: Memorie contadine e società rurali

    • L’orto, che, nella società opulenta da cui stiamo uscendo, è (era) considerato una specie di recupero delle origini radical chic, oppure semplicemente un modo per mangiare meglio (cioè cibo più saporito), ora diventa anche sussistenza. Anzi sta diventando vera e propria sussistenza, tra chi ha l’energia per impugnare una zappa e una conoscenza dei ‘basic’ agricoli.
      Insomma, invece di impugnare un fucile, ora la rivoluzione si fa impugnando una zappa. Per questo gli orti verranno pesantemente tassati dal regime, insieme a tutto ciò che può (ancora) addolcire o anche solo mitigare l’economia domestica e la vita.
      Ma ovviamente è tutta fantasia! (Una tassa sulla fantasia, dunque?).

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