Che cosa pensa la Montagna

Le cose non sono sempre come appaiono, le montagne nemmeno. L’Amiata è costituita da una massa di trachite che contiene un immenso lago. Sull’Amiata c’era Padre Balducci. L’Amiata è una montagna ricoperta da faggete. Sull’Amiata si scia. L’Amiata è ricca di piante officinali. Sull’Amiata ci sono le miniere. Le castagne dell’Amiata venivano essicate nei ‘metati’ (che sono costruzioni tradizionali). Sull’Amiata ci sono i tibetani. L’Amiata è un crocevia spirituale. Sull’Amiata c’è una comunità ebraica. L’Amiata è un antico vulcano. Sull’Amiata si fa ricerca spirituale. Sull’Amiata salgono documenti e pratiche, poi tornano giù. L’Amiata è ricca di sentieri. Sull’Amiata crescono le ciliegie. L’Amiata mi sembra un po’ pensierosa.

5 pensieri su “Che cosa pensa la Montagna

  1. Certo a vederla così, così remota e pensierosa, uno fa fatica a credere che una pratica per un permesso o che – concluso l’iter negli uffici comunali – prenda l’aire e si inerpichi fin lassù, in luoghi così poetici, spirituali e remoti, e molto lontani dall’idea di uno snellimento della burocrazia. L’Amiata ha l’aria pensierosa ed è chiamata la Montagna Incantata (mi ricorda qualcosa), qualcosa che richiama pensieri sublimi …

  2. …le montagne puntano verso l’alto, sono luoghi di silenzio e mistero, ci affrontano nella pochezza che rappresentiamo rispetto al cosmo e non possono che intimidire ed incutere grande rispetto, immenso fascino…

    • Forse è per via dell’aura speciale e dei silenzi, che i permessi e le pratiche vergono inviate sull’Amiata (dopo essere passate debitamente dagli uffici comunali).
      Probabilmente è una sorta di giaculatoria in favore della semplificazione amministrativa e diminuizione dei costi della ‘macchina’ burocratica.
      Magari, sulla sublime montagna, tra un ricordo di Padre Balducci e una meditazione trascendentale, si può auspicare che il silenzio diventi “assenso”, cara Silvietta.

  3. …adesso poi che anche il neutrino sconvolge ogni certezza sulla fisica come ce la eravamo immaginata, noi occidentali figli della razionalità aristotelica e annegati nell’economia del debito e della finanza speculativa dovremmo salire in montagna più spesso, riscoprire la frugalità e alzare gli occhi al cielo…

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