Incontrare Nicoletta

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Io sono ancora abbagliata dai riflessi del sole sull’acqua e non avevo capito subito che questa signora stava dicendomi qualcosa. “Volevo dirle che c’è una fontanella qui accanto, se vuole sciacquarsi i piedi”. Mi sono avvicinata: stava accanto a un pino, all’ombra, di fronte al mare e parlava senza quasi muovere la bocca; ma la voce è sorridente e gli occhi, dietro occhiali scurissimi, sono pronti a cogliere tutto ciò che le piace. I miei orecchini – dopo che mi sono avvicinata per dirle che conosco da svariati decenni quella cannellina che mi stava indicando -, il mio vecchio anello (“che bel design”). Contraccambio ammirando la sua camicia, e anche quell’altra che porta sotto la prima; “non ha idea di quanto sono vecchie, e non ha idea di quanti anni ho io”, mi dice.

Ho appena letto un’intervista a Aznavour, che sta partendo in tournée, tra Italia e Stati Uniti e penso che la signora seduta sotto l’albero potrebbe avere più o meno la sua stessa età. Scoprirò rapidamente che è proprio così, e anche che è cresciuta in Argentina, dove era andata a nove mesi, in braccio al papà, che dunque parla spagnolo (con quell’accento un po’ strascicato), che erano cinque sorelle ma è rimasta sola, che non ha mai preso marito (ma fidanzati certo che sì!), che oggi è venuta al mare portata dal nipote che, in questo momento sta facendo il bagno con sua moglie.

E’ molto contenta di questa nostra chiacchierata fuori programma. Io più di lei, è come se fosse scaturita dall’albero sotto cui sta per darmi un messaggio, uscita da uno dei “Dodici Racconti Raminghi”. Ha un umore meraviglioso e le chiedo se posso pubblicare la sua foto, lei dice di sì: “prendo, mi dice salutandomi, quello che la vita mi dà”. Penso a Aznavour che parte in tournée; meglio non sentirsi stanchi.

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