Il telefono nel bosco (in ricordo di Maria F.)

DSCN7746Oggi camminerò ricordando la tua voce, la stampa che mi hai regalato, con le erbe e gli insetti, che tiene compagnia al podere. Ricorderò i concerti e le serate di musica a Fonterenza, con gli amici venuti da lontano a conoscere la campagna. Sono quelli che ti scrivono un necrologio che parla del vuoto che lasci in loro. E io voglio dirti – in modo postumo – che il vuoto che lasci nel mio cammino non lo riempirò telefonando da una radura nel bosco.

Ti penso a camminare su strada di crinale, con amici più morti che vivi, alla ricerca di un senso che io trovo solo toccando un albero e guardando tutto quello che cresce.

Non risponderò più al telefono, quando sono nel bosco, Maria F.

5 pensieri su “Il telefono nel bosco (in ricordo di Maria F.)

    • Maria era una camminatrice, un’art director, un’osservatrice di natura e animali. Era sola e aveva tanti amici molto affezionati.
      Spero proprio che sia in un luogo come quelli che le piacevano, magari in Liguria, sulla cresta di una collina guardando il mare.
      Io tornavo da una camminata con la mia nipotina ed è suonato il cellulare …

  1. Ho cercato l’unica foto con Maria che ricordavo di avere, quella scattata a Fonte Renza il 18 febbraio 1995, quella che mi hai dato tu (o lei)? C’era stata musica e poi un buffet. Maria ha un bicchiere di vino rosso in mano e va verso qualcuno con un sorriso accogliente, come sempre. Io indosso un twin-set color senape di mia madre, morta solo due mesi prima, e in braccio a me c’è “la melina”.

    Maria è nata lo stesso giorno (non ricordo di quale anno) di mia madre Maria Rosa: il 17 gennaio. Una Capricorno per sé, ma non per il suo prossimo, sempre mite e rispettosa delle scelte altrui.

    Purtroppo l’inquadratura è tagliata e il suo volto si vede per metà, ma la sua morbida essenza traspare per intero.

    Non guarderò più le mail la domenica.

    • La musica che avevo organizzato a Sant’Antimo era in ricordo di mia madre, che era nata il 14 febbraio. A quel tempo, a Sant’Antimo avevano installato un bellissimo organo – assolutamente incongruo con il rito gregoriano – e io avevo chiamato Mascheroni, l’organista di San Marco a Milano, che ha suonato Bach alternandosi a Francesco Varanini e Marco Santagostino, che hanno letto alcune lettere di Sant’Agostino, sulla ‘dipartita’ … Una giornata intensa e indimenticabile. Tutti gli amici di Maria che avant’ieri ne annunciavano la morte erano lì, con noi, con lei e con molti altri. Nel grande camino un fuoco curato da Gianmaria che l’aveva acceso di mattina presto e fuori una pioggia fina che annunciava l’imminenza della primavera.

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