La Sindrome dell’Amicizia

doccia Fusina/foglieIn una sera non qualsiasi, l’invito a cena di tre amici ha improvvisamente interrotto angoscia e preoccupazione, con il ricordo della “Doccia Fusina”, la cena sul mare come da giovani, una bottiglia di Vermentino, e una conversazione anatomopatologica che va oltre tutto il resto. Un indimenticabile invito alla leggerezza che sarebbe piaciuto a Calvino, con il mio Professore preferito che ricorda disegni disegnati e prodezze tentate. Una serie di sintomi richiamati alla memoria comune, che messi in fila determinano la Sindrome dell’Amicizia. Allora posso rientrare, meno gravata e senza scantonare.

9 pensieri su “La Sindrome dell’Amicizia

  1. Tanta sana invidia per la bellezza delle tue chine cara Silvana.
    L’invidia per la capacità di altri nel creare bellezza con le mani, un pennello, uno strumento musicale, una cinepresa è l’unica tollerabile, la più bella che ci sia.

    • Ehh caro Andrea, i miei disegnini mi aiutano a tener buone le mie nevrosi. Questi qui che tu ammiri (grazie!) è uno scampolo di un disegno intero che racconta la doccia della bellissima e semplicissima casa ligure di una coppia di amici, cari e di vecchia data. E’ un vecchio disegno di qualche anno fa, ispirato dall’idea della doccia esterna (anche d’inverno) e dalle sinuose volute dei rampicanti posti a difendere le nudità private da sguardi estranei. La tua poi non pare invidia, che non ha il carattere benevolente del tuo commento…

      • Magra consolazione sentirsi dire che io creo i paesaggi che te poi con calma e spirito arguto di osservazione sai dipingere e fermare su carta.
        Ho compreso che il mio magro pennello sono le forbici per potare 🙂

        • Intanto io solo disegno – non dipingo -, e son solo capace di disegnare quello che sento … La tua mente fa paesaggio; non le cesoie, ma quello che provi (che senti, insomma): gli strumenti sono secondari (anche se c’è chi pensa che saper usare il computer equivalga a una licenza di creatività). Quello che conta è CHI sta dietro alle macchine, o impugna una penna: non le macchine né la penna.

          • Ti rispondo con quello che ho fatto stamani avendo due ore libere.
            C’è il parco dei lecci con il monumento ai caduti e ci sono i lecci che hanno una chioma troppo bassa per passare e per godere appieno di quello spazio.
            Area comunale, (quindi altro nastrino di bischero preso al valore), ma non importa e con diverse forbiciate ho ridato aria e luce a quel parco per me, per chi passa, per chi ci vuole stare all’ombra, ammirare i paesaggio e non battere il capo nelle frasche basse.
            Tutto questo perchè non sò nè disegnare, nè dipingere… ma come è giusto che sia, ad ognuno il suo.

          • Lo so che ti muove l’affetto per il tuo luogo, e il tuo talento per la terra si esplicita nei mille modi che ci fai conoscere …

    • L’unico neo della doccia Fusina (di cui ho postato un particolare) è l’opinabile presenza di un flacone di Pantene, che non appartiene al mondo del Professore (è una mia opinione); altrimenti quel luogo è proprio l’emblema della vita di due persone speciali, davvero speciali. Una vita molto musicale.

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