Addio, Luigi Albertini: au revoir

Addio a te, alle tue poetiche foto, al tuo russo melodioso. Addio ai ricordi della politica ben abitata, ai tuoi racconti di campagna e di latte, al tuo sapere di grande allevatore. Alle tua memoria puntuale. Addio a una Montalcino già d’antan e alle nostre vite precedenti.
Non guarderai l’Europa scolorare patetica. Tocca a noi, ora, capire quando sarà il momento di fuggire nelle nostre Astapowo. Addio, Luigi, con rammarico e un po’ di rimorso.

Rispondi