Merenda Sinoira tra Collemattoni e Mascarello

Metti una mattina frizzante di febbraio in cui la campagna è in quella specie di interregno visuale per cui non beneficia ancora dei verdi smaltati e roridi della prossima primavera, né delle sfumature nebbiose che reimpastano il paesaggio quando le giornate invece si accorciano.
Metti una settimana allucinata, tra il Papa che lancia messaggi tra il sublime e il codice cifrato; la galassia che dà segnali di inquietudine, la magistratura che ce la mette tutta per lasciarti a bocca aperta…e le elezioni imminenti.
Se tu fossi in città, dopo un caffè e la mazzetta di quotidiani – al massimo un giretto col cane – ti rintaneresti in casa. Invece, in questo luogo benedetto dagli dei, su questo colle antico coronato da case ben tenute, poco abitato, ma piuttosto civilmente e in modo piuttosto polietnico, può capitare che a un produttore (di Brunello di Montalcino: di che cos’altro, sennò!?) gli giri di fare un botto ante-BB, forse per impressionare l’inclita e il colto, forse in una specie di pre-allenamento in vista dell’imminente ondata di visitatori…

Questa mattina è stato il Bucci Marcello a lasciarci a bocca aperta (ma subitamente riempita, col suo Brunello, preceduto dal Rosso) inaugurando una grandiosa gamma di “frutti” del maiale; sopressate e ammazzafegato, prosciutti e buristo, per allargarsi ad un’aringa con cipolle, che col maiale non c’entrerebbe, ma che è ugualmente leggera…

L’inevitabile complicità di Gianfranco del Leccio ha fatto il resto; ma se non ci fosse stato Luca – con la sua bonomia – sarebbe mancato un pezzo importante della compagnia.

Il Talenti, mio medico incurante (produttore e figlio di una leggenda del Brunello), un signore di Montalcino giunto non casualmente, Paul – new entry dei luoghi -, Jolie vera musa di di Sant’Angelo in Colle – con il suo sguardo dolce e profondo – il Bucci stesso e la sottoscritta (ho contribuito colpevolmente con una bottiglia di Barolo Mascarello / 2000), abbiamo osservato il sole che cambiava le ombre ridisegnando la piazza fuori dall’uscio del Leccio, pensando (almeno io lo pensavo) che nemmeno un meteorite avrebbe potuto give me a pig foot and a bottle of BrunelloMarcello e Paul: due mondisono le nove (del mattino) e tutto va benela quasi conclusioneSì, siamo a MontalcinoDSCN4816bevo collemattoni pensando al paese com'eraturbare questa merenda sinoira. Forse nemmeno il pensiero delle imminenti elezioni.

(Con tante scuse ai piemontesi, per il furto lessicale, ma complimenti per il Barolo, forse persino dal Bucci Marcello di Collemattoni).

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