La Domenica del Villaggio

In una domenica mattina – ore nove circa – il cielo è livido e da un giorno è arrivato l’inverno. Le ultime decisioni della giunta comunale hanno tolto di mezzo tutto quanto ‘arredava’ la piccola piazza che ora è completamente spoglia. Di recente, tre funerali e due ricoveri ospedalieri hanno continuato la cronaca di una morte ormai avvenuta – quella del paese com’era e come l’avevo conosciuto – .
Tre personaggi in cerca di caffè più per testimoniare (a sé stessi) la propria esistenza in vita, che per necessità nutrizionali, hanno trovato inesorabili battenti chiusi nella piazza vuota– è stagione (anch’essa!) morta e chi apre il bar verrà da Montalcino –: non rimane che appostarsi accanto al robusto ailanto che sta di fronte alla corona di cipressi accanto alla strada che sale verso la piazza del paese, e guardare aspettando. Unica consolazione, nel vento tagliente della prima mattina è la corona di vigne, colline e campagna che fiancheggiano la strada che ci porterà l’espresso. Sarà lui o no in quell’auto che si è materializzata dopo la curva?

7 pensieri su “La Domenica del Villaggio

  1. Caro pagliantini, questa è – purtroppo – la realtà. Tuttavia non ci sarebbe da drammatizzare, se le amministrazioni pensando al futuro delle zone amministrate cercassero di ovviare (avessero cercato) con scelte, suggerimenti, incentivi e disincentivazioni.
    Non ci sarebbe da drammatizzare, se l’attuale governo – quello che il convento ci passa – avesse a cuore il futuro dei cittadini, delle aree rurali, delle campagne, dell’agricoltura e avesse in mente qualche politica che ne incentivasse sviluppo (qualitativo), limitasse l’uso dissennato del suolo agricolo e pensasse intensamente al futuro degli abitanti.
    Invece.
    Le amministrazioni locali sentono sul collo il fiato pesante di (ma no, che cosa pensate!!!!): il fiato pesante di quelli che – semplificando – li riporteranno al periodo ante festival della tetta pubblica; continuando però a tosare e mungere, ma per un altro gruppo di potere – più elegante, sobrio e di buon gusto -.
    Il governo che ci passa il convento sostituirà, con i suoi uomini, gli attuali.
    Altro che letteratura!
    Arrabbiamoci pure.

    • Ah dimenticavo. L’attuale governo si accorgerà dell’agricoltura per scoprire che bisogna tassarla di più, affinché solo chi è ricco possa permettersi di esercitarla, con lavoratori pagati poco e magari riscoprendo qualche vecchia modalità indecente. .

  2. LA QUARESIMA DEL VILLAGGIO

    fonti: Espresso e (titolo) Dagospia

    SIENA-CRAC – SE L´AUTORITÀ BANCARIA EUROPEA NON MODIFICA LA RICAPITALIZZAZIONE DA 3,2 MLD, LA FONDAZIONE SARA’ COSTRETTA A UN PIANO CESSIONI DA ALMENO 300 MLN € (MEDIOBANCA, JP MORGAN E CREDIT SUISSE VOGLIONO GARANZIE) – PER FARE CASSA È A RISCHIO CESSIONE LO STESSO PACCHETTO MPS CON CONSEGUENTE VENDITA AD AZIONISTI FIDATI, CAMBIO DEI VERTICI E NOMINA DI UN AD (BYE BYE MUSSARI)

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    La Fondazione Mps, quasi ligia alla scadenza di sabato 17, chiude dopo un mese la negoziazione sul debito da 900 milioni: la moratoria con una dozzina di banche creditrici andrà fino al 15 marzo, e per quella data l´ente «provvederà a predisporre un piano di ribilanciamento economico-finanziario da condividere con gli istituti finanziatori». In soldoni, un piano di dismissioni radicale, che potrebbe intaccare il 48% delle azioni Mps al servizio dei vari prestiti.

    Il pacchetto sarà intaccato inevitabilmente, come extrema ratio, se l´Autorità bancaria europea non modificherà le sue misure di rafforzamento patrimoniale, che impongono alla banca senese una ricapitalizzazione da 3,2 miliardi. La Fondazione non potrebbe seguirla, e sarebbe necessario mettere in sicurezza l´istituto con nuovi azionisti disposti a mettere risorse fresche. In tal caso, la Fondazione potrebbe dimezzare la sua quota, chiedendo ad altri soci storici di Siena (Caltagirone e Axa in primis) di arrotondare.
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    • Non so chi l’ha piantato. Quando sono salita per la prima volta a Sant’Angelo in Colle – moolti anni fa – già c’era. E’ probabile che nessuno l’abbia piantato (è considerato invasivo) e che un seme abbia preso piede.
      Dato che me ne dà l’occasione, aggiungo che durante alcune settimane, d’estate, un assiolo lancia proprio dall’ailanto il suo richiamo d’amore, nottetempo. Arrivando in paese in quelle sere/notti, pare che un metronomo segni il tempo…
      Grazie e buon anno!

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