La Libertà non è star sopra un albero

Mi è venuto in mente il signor G stamattina mentre camminavo tra vigne vendemmiate e no. E su quest’ultime i grappoli piuttosto radi si dondolavano sospinti da una tramontanella (che sarebbe perfetta se le settimane precedenti fossero state meno calde).
Mi è tornato in mente il signor G, ascoltando la rassegna stampa alla radio, con la notizia – di cui non si capisce ancora bene la portata – del comma che parla dei blog, nella legge sulle intercettazioni che ha iniziato il suo iter parlamentare.
Mi è venuto in mente anche il Barone Rampante (forse Gaber a quel libro si era ispirato, scrivendo la sua canzone?). Pronti per salire sugli alberi, blogger italiani? Censura come in Cina? Davvero riusciranno a imbavagliare la rete? Farebbe comodo: ci sono circostanze in cui tocchi con mano che il dissenso dà fastidio. Il dissenso disturba, perché incide sul fatturato a breve termine. Anche per questo il nostro futuro ha le gambe corte.

14 pensieri su “La Libertà non è star sopra un albero

  1. E vorrei aggiungere che “il fatturato a breve termine” vale meno di una buona “reputazione”, che è il vero motore di futuro. Il dissenso, le critiche fanno parte di una dialettica indispensabile (e costruttiva, se si ha la coscienza in ordine)

  2. Sarà una lenta ma costante salita verso il basso, ancora non abbiamo visto niente.
    Il 25 luglio accompagnerà l’uscita di scena di nonno viagra sarà una inquietante discesa verso le cose più bieche pur di non mollare le seggiole e darsi latitanti.

          • Non è ancora nato l’albero farà da chiglia della nave mi dovrà condurre a Sant’Elena in un lungo esilio da sconfitta e dileggio.
            Dileggio si e va benissimo, sconfitta sarà per certi fenomeni hanno preso i luoghi dove vivo e sono nato per un luna park e un conto corrente acielo aperto.
            Che pena porelli, credo sia molto più umano un gatto selvatico attaccato alle palle che il sottoscritto in forma fisica discreta e palate di letame verso chi ha preso qui per beverlills.

  3. …10 milioni di persone nel mondo hanno la disponibilità economica di metà del pianeta…i loro redditi lo scorso anno – in piena crisi -son cresciuti del 3%, mentre il povero pianeta è arrivato a 7 miliardi di abitanti: secondo voi, i potenti – quelli che oggi hanno il controllo della finanza -potranno desiderare l’ampliamento della democrazia dal basso in futuro?..mala tempora currunt, per chi ancora non se ne fosse accorto…

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