Del maiale non si butta niente

rscn1020Leggi i giornali e se metti in fila i titoli e li confronti con quelli dei quotidiani di (solo) due anni fa, sbatti le palpebre. Quello che ci piaceva chiamare, con un certo sussiego, “l’universo mondo” ti si svela come una scatolona piena di orrori, un vaso di Pandora il cui coperchio ha preso l’aire ed è volato via lontano … è un UFO … sfuggito dalle mani di quelli che l’hanno scassinato.

Ti apparti, cerchi rassicurazione, ti pulisci gli occhiali, ma gli occhi si riempiono di sabbia e non riesci a vedere bene. Si è aperta una crepa – sembrava un filo sottile su una superficie levigata e compatta, una minuscola imperfezione … tutto è iniziato così.

Mi ricordo “Truman show” e mi scappa di pensare che ‘cammina, cammina’ può darsi che – anche in questo nostro film – si possa arrivare ai margini della rappresentazione e uscire all’aperto. Perché (oltre) c’è una bella radura verde, con una tovaglia stesa sull’erba, stoviglie sistemate gradevolmente, un cesto di vivande pronte per essere consumate, una bottiglia di vino pronta per essere stappata, un gruppo di amici intenti a conversare e guardare gli alberi intorno, nelle loro infinite sfumature e luccichii; poco lontano un piccolo gruppo di pecore intente a brucare – consapevoli degli umani, ma discoste e ‘sulle loro’ – e alcuni maiali che scavano accanto al gregge, alla ricerca di tuberi e altre loro  ghiottonerie …

Da lontano giungono attutiti i suoni e i rumori della vita quotidiana di un centro abitato.

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