Siamo poveri. Cioè siamo ricchi.

Ho letto su Il Fatto Quotidiano, qualche giorno fa, un’intervista a Salvatore Settis. Avevo già visto, giorni prima su la Repubblica, un appello firmato dallo stesso Settis, con la Barbara Spinelli, Bodei, e altri due o tre personaggi. In entrambe le letture ho trovato un fremito di speranza, anzi qualcosa di più. La volontà di cambiare, e di farlo anche a costo di non essere protagonisti del fenomeno, il che mi pare una grande novità, già di per sé. Dopo anni in cui esprimere ciò che si pensava era diventato un problema; dopo anni di marmellata appiccicosa che come ti muovevi con la testa, se te ne usciva un’idea un po’ fuori posto ti recintavano subito i pensieri, finalmente si possono leggere, a chiare lettere, preoccupazioni e risposte, idee e proposte intimamente sentite (credo) da molti e poco espresse finora. Idee e progetti che potrebbero fare di questo paese impoverito un luogo di ricchezza. Possediamo un patrimonio che abbiamo soprattutto usato per fare soldi, tradendo allegramente ogni impegno a conservarlo e a renderlo attuale con gusto e sensibilità (ricordo sempre un grande ‘manager’ del vino dichiarare con orgoglio: “io della cultura me ne frego, mi interessano i soldi”). Abbiamo lasciato campo alle speculazioni di ogni tipo, con il pretesto dei “posti di lavoro”, ora, forse, si può cominciare a forzare un po’ le cose in un’altra direzione; se intellettuali e accademici cominciano ad esternare la loro preoccupazione e indicare un altro “sviluppo”, quello della bellezza e dell’armonia.

Scrivo, consapevolmente, una tirata che sarà considerata ripetitiva e rompina, perché in Italia niente (non la scuola di certo) finora ha indotto i giovani (da quando posso ricordare) a guardare e “vedere” il paese in cui sono nati, ed è un paese – uso le parole dell’intervista a Settis – il cui territorio è sfinito, seviziato, devastato. Un paese in cui nessuno ha dato, né dà, valore a un paesaggio, a una veduta, ai colori di un bosco e come essi possono contrastare felicemente con quelli delle vecchie case di un villaggio venuto su nei secoli, seguendo le necessità degli abitanti… Nessuno tiene presente che per contemplare i nostri paesaggi, capirne la storia, viverci qualche giorno, c’è gente che viaggia, venendo da lontano.

Nell’intervista a Settis si delinea un programma: riconvertire l’industria dell’edilizia (che sta soffocando il paese), bloccare le grandi (inutili e costose) opere e restaurare -con un’azione decisa e impegnativa – il territorio, ripararlo dagli sconci, coinvolgendo nell’azione l’agricoltura, da sempre la grande madre del paesaggio italiano più amato..

E Settis, a questo proposito, dice di essere ottimista: dice di intravedere un risorgimento della sensibilità e della passione della gente per il paese. Un sogno realizzabile; la riabilitazione di un patrimonio che ci fa ricchi, con segni, colori, profumi che ci parlano, che parlano alla nostra mente e agli occhi di quelli che ci vengono a visitare, che vogliono provare l’emozione di ‘assaggiare l’Italia‘.

Siamo notevolmente impoveriti, ma possediamo una risorsa irripetibile, non replicabile, non esportabile: possiamo solo svenderla, ancora una volta correndo dietro ai soldi; ma dobbiamo capire che questa è la nostra ultima occasione per dire no alla grande area grigia della speculazione, con un programma vero per dare luce alla nostra ricchezza, per darci un futuro economico ricco e pulitoDSCN0512.

11 pensieri su “Siamo poveri. Cioè siamo ricchi.

    • Sono convinta che il PD abbia responsabilità pesanti, e penso anche che abbia colpe vere e proprie – soprattutto per ciò che riguarda la sparizione del malloppo MPS (uno che ha donato al partito più di 700.000 eu era solo un semplice ‘simpatizzante’? Oppure era organico ed eseguiva sotto le direttive di (ben) altri?
      Ma quando scrivo che c’è da sperare bene, lo faccio dopo aver constatato che sempre più aderenti al partitone manifestano la necessità di cambiare. Sarà poco, ma la stagione della seggiola assicurata e appannaggi connessi ai soliti noti è finita. Non cesseranno di colpo i fenomeni di clientelismo, di protettorato, di indifferenza all’opinione dei cittadini, ma se ne comincia a parlare, a cercare giustificazioni. Poi naturalmente, ti alzi un mattino e scopri che stanno costruendo, neanche tanto nascostamente, il neo-compromesso storico, o inciucio che dir si voglia. Ma dall’altra parte ci sono Grillo e i suoi, e se sono così numerosi non è casuale: o si cambia o Grillo (o qualcun altro) spazzerà via tutto il vecchio….

  1. io continuo a credere che il M5S non è fuffa, non mi interessa disquisire su Grillo, sono certo che con il tempo il movimento troverà la propria strada e la percorrerà libero, come solo la forza dei giovani sa fare. Il PD? Iero ho sentito Emiliano a Servizio Pubblico, beh se Bersani avesse detto le cose che ha detto lui, avrei ricominciato a sperare in quella vecchia carcassa di partito, ma so che non sarà così.

    • Sei molto gentile, e non è una dichiarazione formale; io – tra l’altro – volevo mettere ,lavinium nel colonnino (oddio come si chiama!): lo devo però dire a Luciano, che oltre a essere il mio maestro informatico (non ci capisco niente: sono aut off generazionalmente parlando!), sono proprio un’incapace….mi tiene per mano e mi induce a frequentazioni di pericolosi telefonini.
      Quanto a Grillo, sono d’accordo: le forme della cosa sono inconsuete, ma il contenuto c’è, tutto. I vecchi politici non hanno proprio capito che – davvero – c’è molto sconcerto di fronte al comportamento scandaloso di troppi parlamentari, di troppi amministratori pubblici. Quelli onesti – e ci sono, ma di un’onestà che non corrisponde più al bisogno di comportamenti austeri che ormai tutti sentono nel profondo – sono messi in ombra dallo scilipotismo, dalle igieniste spudorate, dalla fiera delle vanità a cui han partecipato persino i cosiddetti tecnici.
      Grazie per l’attenzione: sono convinta che dovremmo tutti spingere per un’attenzione maggiore al territorio e alla necessità di restaurarlo. Mi permetto di consigliare la lettura di un libro che mi pare molto interessante: Azione Popolare, di Salvatore Settis (Einaudi), che dà alcune indicazioni ai cittadini interessati al bene ccomune….

  2. grazie del suggerimento Silvana, provvederò a cercarlo in libreria domani.
    Per quanto riguarda Lavinium (www.lavinium.com) ed Esalazioni etiliche (www.lavinium.blog/laviniumblog) non ti preoccupare, se e quando vorrai, nessun problema. Tu sei già sul mio blog.

    • Grazie Luigi! Condivido la fiducia nei giovani, e allarga il cuore sentire parlare di “cose che miglioreranno”. Remiamo!

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