Cronaca di un (piccolo) temporale annunciato

Non un granché, ma sempre ‘meglio di due dita negli occhi’. Anche un po’ di grandine, ma – pare – non micidiale. Una pausa attesa da mesi al caldo insostenibile. La macchia intorno alle vigne che è diventata bruna – qualcosa di mai visto, mi dicono i vecchi – forse avrà avuto un piccolo sollievo. Il termometro è finalmente sceso (a mezzogiorno) sotto i 25°. Poi, nel pomeriggio, tutto ricomincia: umido e caldo, ma almeno abbiamo pensato (per un momento) all’ombrello come a un oggetto utile.

7 pensieri su “Cronaca di un (piccolo) temporale annunciato

      • …in compenso,c’è chi ha avuto l’ardire e il “candore” di annaffiare letteralmente gli ulivi a mezzogiorno nelle settimane passate di caldo torrido….!!!!!!!

        • Onestamente, cara Elisabetta, se avessi un fontone d’acqua a mia disposizione, anch’io avrei annaffiato gli ulivi (non a mezzogiorno); addirittura avrei annaffiato la macchia, che sotto Sant’Angelo in Colle è morta o moribonda.
          “la macchia?” direbbero molti “ma sei scema?, mica è tua!”. E invece sì, è mia, è nostra, anche se sulla carta è di Tizio o di Caio: è un patrimonio di chi la guarda e la respira, traendone beneficio – prima di tutto per il cuore e per la mente -.
          Andando un po’ fuori tema, approfitto dell’occasione che mi dai, per riaffermare l’urgenza di un po’ più di apertura mentale (comincio da me cercando di fare un esame dei miei pensieri) a proposito di questo paesaggio (italiano), di parlano persino i giornali (il che è tutto dire), distraendosi per un attimo dalle “strategiche” menate che intercorrono tra i nostri ammuffitissimi politici.
          Il Paesaggio, prima di tutto. Senza i nostri (incompresi da imprenditori e intellettuali, per tacere dei politici) paesaggi siamo con il culo in terra. Sparisce lo scenario su cui si giocano cultura, tradizioni, lingua e prodotti.Amen

          • …ma io son come te,Silvana…Anch’io annaffierei la macchia,e ogni albero possibile del territorio ( e per qualche pianta del mio quartiere l’ho fatto di notte )…ma non a mezzogiorno (!!!!!),come il tipo forestiero che ho visto,incredula, con i miei occhi…Anche perché si fa più danno che altro alla pianta,visto il calore di quei giorni,ed è un grande spreco, perchè è più l’acqua che evapora che quella che viene “succhiata” dal vegetale…che si ritrova poi,peggio di prima…E mi viene anche il dubbio che sia stata acqua potabile……(altra oscenità! )…Ma siccome all’imbecillità non c’è mai fine,ti dirò anche che sempre a mezzogiorno (dev’essere l’ora in cui “sortiscono”certi soggetti) ho visto anche chi ANNAFFIAVA la…..GHIAIA!!!!!!!!!….E qui “stendo” un velo pietoso sull’accaduto…che si commenta da solo. Un saluto

  1. Cara Silvana, per la mia natura fin troppo sensibile,ho una grande “empatia” con la Natura,in ogni sua forma…ed è stata davvero una grande sofferenza vedere e “sentire” tanta siccità nella “mia” terra…Condivido le tue parole di “apertura” mentale per tutelare un territorio che ha estremo bisogno di essere salvaguardato e rispettato in ogni sua forma. Per la nostra stessa sopravvivenza. Che questa siccità possa far riflettere tutti,per AGIRE poi meglio. un saluto

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