More di Buonumore

Un ritorno all’infanzia, per chi ce l’ha avuta; un ricordo di quando erano parte integrante della dieta estiva, per tutti quelli che al tempo dell’infanzia hanno dovuto fare i conti con un’economia pauperistica, nell’assenza quasi totale di stipendi, prebende, sussidi, finanziamenti, soldi.
Le more, in questi giorni, brillano su tutte le siepi e a questa latitudine sono belle grosse; ma attenti a coglierle, perché è meglio farlo quando si è sicuri che non abbiano beneficiato di qualche trattamento, insieme a una vigna o a un altro coltivo.
Se sono sane e lontane da gas di scarico, diserbo, anticrittogamici (ma anche da zolfo e rame!), si colgono e si mangiano lì per lì, e più le mandi giù più sale su il ricordo dell’estate, che è già un pezzo avanti e si appresta al suo giro di mezzo; il ricordo si trasforma in buonumore e ci puoi giocare con le parole, creare un tuo mantra personale, per scacciare le puzze del mondo che fuoriescono dai buchi della speculazione corrotta. Oppure – come suggerivo all’amico Andrea Pagliantini, sul suo blog – ci fai un ‘clafoutis’ e ti mangi l’estate prima che te la rubino.

6 pensieri su “More di Buonumore

  1. La ricetta del mio clafoutis di More (o di lamponi o di mirtilli, ma le more sono perfette!), sul blog di Andrea Pagliantini!

  2. Anch’io grande scorpacciate di more in Val Brembana (BG). Ovviamente, visto il clima piovoso degli ultimi due mesi, sono un po’ indietro, ma la cosa più bella è che ogni giorno che il sole c’è per tutto il dì, ne maturano abbastanza da riempirne una tazzina da caffè e la figlia non vede l’ora di farle fuori. E così il giorno dopo 🙂

    • Caro Max, verrai in terra di vigne* (*sono certa che questo naming verrà acquisito dal mio copione!) a scorpacciarti di more gigantesche e succose. Le more sono davvero un ricordo d’infanzia di (quasi) tutti, insieme ai graffi per raccoglierle! A prestissimo.

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