Nel Prato Estivo

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C’è il calamo aromatico, e c’è il cardo santo, ci sono altea galega dragoncello e fumaria, e poi anche melissa e passiflora e santoreggia montana … Me li ritrovo nel piatto, nei tajarin di Mauro Musso, cucinati da Francesca, che li ha conditi con asparagi e fagiolini e qualche grano di un sale misterioso che insieme a un peperoncino abbastanza misurato (giapponese), coronano questa pasta – piatto unico per una quasi vegetariana come me – che accompagna un volante assaggio del Rosso delle mie figliole, appena imbottigliato e versato con orgoglio da Francesca che mi ha invitato a casa sua.

Per andare a trovarla ho fatto la strada bianca che porta a Sant’Antimo; per me è come andare al cinema, e il film è un pezzo della mia vita, di quando i miei tre figli piccoli venivano con me – sballottati in auto, da soli o con amici piccoli e grandi – e dividevano con me il paesaggio che ci scorreva accanto. Conosco a memoria vigneti e olivete, e anche gli alberi che bordano questa strada; ho mangiato questa polvere le numerose volte che l’ho fatta a piedi, per vedere meglio e per trapuntare con i passi e gli odori delle piante lo scenario che si attraversa, andando verso la vecchia Abbazia …

La sensazione di vuoto che provo ogni tanto, quando sento che tutto cambia e non tutto sarà come pensavo (pensavo?), ogni volta si colma con un guizzo di resilienza – modo o sostanza o energia, di cui abbondo e non so se esserne lieta -; quest’oggi i tajarin di Musso Mauro (se ne sconsiglia il consumo in gravidanza) sono la mia botta di resilienza-DSCN6794