Una tromba, che non è una campana

Così ho pensato quando l’ho saputo; perché avevo appena letto i risultati della prima settimana di presidenza Trump. Nel piccolo paese che non è ancora diventato un residence di lusso – trasformato da un club, da un pull, da una venture: dal mondo qui fuori che gira avvitandosi da Putin a Trump – si muore, ed è la marcia di avvicinamento a una trasformazione ineluttabile. Da piccolo paese a rinomato resort, dove ci saranno le terme e l’anima assomiglia a una vestaglia, il passo è breve.

Così ho pensato quando hanno suonato all’uscio, stamattina, per dirmi che è morta Anna; la notizia avrà di certo avuto echi diversi nella mente di ognuno e diverso effetto. Il paese che si assottiglia (“ma no!, che è appena arrivata una coppia con due bambini”) e va diventando qualcosa che non si può conoscere. Che cosa non si sa, né lo sapranno mai gli abitanti: dipende da Trump. Cioè da uno che già dal nome annuncia fragorose e non pacifiche novità. E fa niente se non ti piace, se lui ha la faccia di un apoplettico, se il fard non riesce a mascherare l’errore, se sembra un essere così vorace da inghiottire tutto (prima di essere aspirato a sua volta). Intanto è morta Anna, mica lui. E la morte crea spazi da ricolmare con altre presenze, anche aliene. Un giorno sì e l’altro ancora si legge e si ascolta la politica che recita il rimpianto dei piccoli paesi che si svuotano e perdono il loro carattere, riempiendosi solo di turisti non sempre consapevoli (né piacevoli) o di immigrati che vivono la loro vita appartata e di risulta. Ma qual è il carattere di questo piccolo villaggio.

Tutto è disarmonico, messo insieme senza legami; l’inverno peggiora ancora la disarmonia mettendola in squallida evidenza insieme ai costi del riscaldamento. Tutto è fragile e a rischio, qui; tutto resiste se si resiste. Uno che muore indebolisce il paese, si porta via un frammento di pensiero e subito c’è più spazio per gli squilli di Trump.

Una tromba e non una campana, mi viene in mente pensando ad Anna, ha annunciato cambiamenti che addolorano; avrei preferito il contrario, ma non si può scegliere. Però, dopo la tromba, suoneranno le nostre campane.

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