Scappo col libro

Trovo melensi, stupidi e banali quasi tutti gli slogan – i claim – che vengono usati per incentivare la lettura. Di più, trovo che contraddicano quella regola aurea che consiste nel ‘ragionare per obiettivi’ (lucidamente e senza cedimenti); forse per imperizia o forse perché chi promuove la lettura non è convinto di quello che fa, non so. Bisognerebbe essere capaci di far almeno sospettare, a quelli che si vuole sospingere tra le pagine di un libro, quale arma formidabile esso sia per affrontare la realtà. Perché c’è un libro per ogni tipo di realtà – anche per quella, notevolmente romanzesca, in cui ci siamo ingolfati da qualche mese a questa parte –! Facevo questa riflessione guardando la copertina di “1Q84” , la narrazione in due tempi (libro 1 e libro 2) di Murakami Haruki. Ma questo è il libro che fa per (alcuni di) noi, in questo momento, se vogliamo allenarci adeguatamente a questa (strana?) realtà. Prima di tutto perché è scritto da oriente, da uno dei nuovi orizzonti del mondo. Ho già cominciato a leggerlo e Murakami è uno che sa correre nel futuro