Poche illusioni e nessun idraulico

Un piccolo carnet e una piccola penna, o una matita, ma anche una biro; anzi, una biro può disegnare meraviglie, e farlo in un modo così rozzo che chi guarda il disegno non potrà fare a meno di considerare quella rozzezza una cosa molto raffinata. E può anche essere vero. I miracoli del disegno – quando si disegna davvero, senza remore, senza paura, lasciando che la mano segua quello che il braccio le segnala, e il braccio e la spalla e il collo lasciano che fuoriesca dal loro tremito quello che vaga per la mente, vagamente – sono autentici miracoli. Anzi, non lo sono; sono pensieri e paure che vengono a galla e se li lasci uscire a girellare sul foglio possono diventare segni piacevoli, anche emozionanti … basta lasciarli uscire per quello che sono, senza pretendere troppo da loro (dai risultati sulla carta) o da sé stessi. Senza illudersi di essere artisti, ammesso che pensarsi artisti, in qualsiasi arte, possa essere un pensiero lusinghiero.
Conosco famiglie o clan i cui membri sono tutti artisti – registi, poeti, fotografi, attori, modelli, scultori, pittori, performer, e ovviamente scrittori -, neanche un bravo idraulico; tutto crolla quando un tubo perde. Nessuno che si illuda di essere un idraulico perfettamente performante. Quando lavoravo in un’agenzia pubblicitaria c’era gente che mi guardava con sospetto, perché pronunciavo spesso la parola mercato, che allora era ‘proibita’, perché aveva a che fare con i soldi e i soldi non avevano (in apparenza) niente a che vedere con la creatività e comunque era meglio non nominarli.
Mi sono resa conto che tutt’ora essere idraulico – o peggio!, ragioniere – è qualcosa di cui in certi gruppi ci si vergogna un po’; anzi, ci si vergognerebbe, perché nessuno si sogna anche lontanamente di essere idraulico. Al massimo si può sognare di essere falegname. Penso che molti credano che essere idraulico (o ragioniere) non sia creativo: e si sa che molti (tutti) vorrebbero essere creativi.
Quando disegno io mi sento un po’ idraulico: perché metto a posto le cose, naturalmente a modo mio. Un tratto dopo l’altro, incrocio i segni come mi scendono dalle spalle, giù per il collo, prima, e poi nel braccio e nel polso che si flette veloce, e poi le dita e finalmente la pennina e la carta. Non importa niente: quello che viene, viene. Tanto si sa già che sarà bellissimo, e armonioso. Perché l’hai lasciato uscire, così com’era, da un misterioso orifizio della mente. E poi ti senti bene, svanisce tutto ciò che era oscuro e angosciante; tutto s’illumina e le cose tornano al loro posto. E anche se non è così, il tuo disegno lo fa sembrare. Per questo tutti dovrebbero disegnare, e il mondo sarebbe meno inquieto, perché molti smetterebbero di pensare che bisogna essere creativi. Anzi, smetterebbero di pensare e basta.

2 pensieri su “Poche illusioni e nessun idraulico

  1. Tutti dovrebbero disegnare, io per prima, che ere fa ho bloccato questa espressione di cui sento il desiderio riaffiorare. Ho cominciato con lo schizzare il ritratto del mio delizioso nipotino Giacomo. Le tue parole mi fanno venir voglia di continuare, con la consapevolezza dell’idraulico!
    Cara Silvana, ma possibile che non ci si riesca mai a incontrare?
    Un abbraccio
    Marta

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