A Ovest del Sole

(“Je suis Japonaise”) Sembra che il genere (dis)umano abbia espresso un’ennesimo mostro … Mi sono svegliata pensando alle lacrime della signora Goto – dall’altra parte del mondo – e al figlio Kenji, obbligato ad assistere al macello dell’amico e a riproporlo al mondo; anch’egli possibile prossima vittima sacrificale al disegno sadico di un mandante ignoto.

Dimentichiamo velocemente gli orrori del passato, sconvolti da quelli che ci “offre” la quotidianità. Me lo ricordava avant’ieri John McNamara e me lo faccio tornare in mente, riandando a diaspore e genocidi, massacri e atrocità del passato, constatando che ancora una volta Cavalli Sforza ha ragione – siamo tutti tutt’uno, non c’è razza che tenga, nonostante gli ignoranti perseverino a crederlo – anche se non siamo capaci di vedere dietro le apparenze; apparteniamo allo stesso genere e tutti siamo capaci di atrocità, val la pena tenerlo a mente …

Oggi sarei anche greca (“je suis Grecqe”) pensando al tentativo dei Greci di alzare la testa dal giogo europeo e tutte le trappole connesse, e pensando anche a quanto la scelta dei greci ci costerà – cioè a quanto ci faranno pagare -: gira nella mia testa il pensiero che tutto ciò accade mentre il prezzo del petrolio sta scendendo e così cambiando gli equilibri di stati e paesi, e soprattutto della gente che ne è vittima. Quanto pagheremo, per esempio, per il calo del prezzo del petrolio?

 

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