Uno su due

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In Europa, gli italiani sono la popolazione con il più alto numero di ore passate davanti alla televisione; un italiano su due non legge nemmeno un libro all’anno. Ho sentito questi dati alla radio, ma sono numeri familiari, anche se nella popolazione dei giovani (per quanto riguarda la lettura) sono un po’ meno drammatici.

Nella giratina di stamane, fatta con l’idea di annotare un’anteprima dei colori d’autunno, pensavo che se uno guarda certi programmi tv è un po’ come se diventasse cieco (e sordo); poi non può avere occhi per vedere altro, figuriamoci i colori delle bacche o dei licheni, o quelli dell’invaiatura delle olive. E perché mai dovrebbero interessargli i colori delle bacche e dei licheni eccetera? Cosa resta dentro, dopo una serata davanti a Bruno Vespa o a un altro dei profeti che riformano le idee del telespettatore? Quanto può importare il colore delle bacche a un signore che scivola nel dormiveglia guardando un ‘format’, che si chiama così proprio perché ha (deve avere) un bioritmo sempre uguale al modello originale,inventato per far scattare tutta una serie di relais mentali a chi guarda, provocandogli sentimenti prevedibili e previsti? “Un italiano su due eccetera …”: il colore delle bacche sarebbe importante per la nazione.

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