Grillo Parlante

Al tempo in cui un’inconsapevole felicità era ancora possibile, una sera d’inverno, arrivando da Milano nei luoghi in cui ora vivo (quasi) stabilmente, aprendo l’uscio al piano superiore del casale in cui correvo appena possibile,  sentii un flebile, ma chiarissimo, richiamo.
Anche se non avevo una grande dimestichezza con le cose di campagna, avevo letto molto, e in uno dei primi precoci libri che la mia brava mamma – calvinista e previdente – mi aveva regalato, c’era Pinocchio e c’era anche il mitico grillo della fiaba.
Il ricordo – del libro, della mamma, del dopoguerra di povertà che lei aveva saputo trasformare in una necessità di apprendere per sopravvivere – affiorò con immediatezza prendendomi un po’ in contropiede, insieme alle parole che la mamma non aveva mai usato per indurmi a guardare e leggere i libri che giravano per casa.

Per lei, leggere per imparare era naturale; ed era ovvio leggere di cose e idee diverse da noi e dal mondo in cui vivevamo la nostra vita quotidiana. Leggere e scambiare idee e notizie che possono smuovere i nostri pensieri e rinnovarci è il regalo che mi viene dagli anni bui – alla lettera! – del dopoguerra milanese, bui però vissuti con una mamma cosmopolita, ma severa, curiosa ma prudente, con un senso non comune per i colori, la musica e la cultura.

Mi veniva in mente il senso di mia madre per la cultura e per la terra – tutto quello che troppi politici ignoranti (mediamente) e avidi hanno sottratto ai cittadini e al Paese, per troppo tempo – seguendo i risultati delle elezioni, ieri sera.

E chi pensa che il problema non è culturale, contrappongo una semplice – davvero elementare – riflessione: che cosa, se non una grandissima ignoranza collettiva, può indurre milioni di persone a votare per qualcuno che – dopo aver proposto (con tutti i mezzi) modelli rozzi, violenti e di una pornografia incolta – fa traboccare il vaso in suo favore con una promessa terminale che sarebbe bastato aver letto una riga di giornale negli ultimi mesi, per sapere che era rivolta a una platea di idioti?

E quanti altri – a parte coloro che hanno avuto vantaggi da una classe politica corrotta e spompata, palesemente priva di ideali e pronta ai compromessi – hanno interesse a rivotare quegli stessi uomini (e qualche donna) nei cui occhi si legge agevolmente una storia di disinteresse per    , i bisogni e per i sogni (più che leciti, doverosi) di un’intero popolo che vive in un Paese meraviglioso, ma ignorante?

4 pensieri su “Grillo Parlante

  1. Ci fu un periodo in cui nostri avi senesi, proprio per porre un freno alla corruzione e alla disonestà, pensarono di far governare la cosa pubblica da cittadini estratti a sorte. C’era un lungo elenco e i nomi venivano messi in delle “ghiande” di ferro, estratte poi da bimbi innocenti. Fu un disastro totale. Temo che la formula del “governo degli onesti” non sia un copyright del Beppe nostrano, è roba riproposta molte e molte volte. Ma mai con buoni risultati.

    • Ora le ghiande senesi dovrebbero ritirarle fuori in occasione delle prossime elezioni comunali: meglio le ghiande – oltretutto emblematiche – che niente.

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