Nuovi Paesaggi, per modo di dire

Ve ne siete accorti? Mentre la finanza cambiava il nostro mondo, le nostre vite e poi, di conseguenza, il modo di sentirli e di ‘percepirli’, alcuni caballeros hanno sellato cavalli freschi, indossato nuovi costumi di scena e ora cavalcano lanciando grida sonore, tra queste “Paesaggiooooo!” oggi è lo strillo che va di più. Si può proprio dire che la parola ‘paesaggio‘ vada per la maggiore, e fa niente se chi la pronuncia oggi fino a ieri sghignazzava, trattando da mentecatto chi sottolineava il valore etico e anche economico del paesaggio, un bene che finisce, se non se ne ha cura.

Mano a mano che gli effetti perversi della crisi, e la superficialità con cui è stato affrontato un cambiamento annunciatissimo, colpiscono i fatturati, ci si rende conto che chi segnalava il paesaggio (e tutto ciò che contribuisce al suo permanere e al suo divenire) come un capitale da tutelare, non è un fesso: e chi sottolineava le nuove sensibilità che si affermano nei “consumatori” più colti (che diventano sempre più selettivi), è attento e informato, e ha anche antenne più lunghe di chi ha avuto in mente solo il ‘bottom line’ e ha creduto che il cosiddetto “sviluppo” fosse davvero sostenibile.

Non so se le new entries dei paesaggisti “de noatri” credano davvero alle parole che stanno inserendo nei loro discorsi, non so nemmeno se abbiano capito che senza storia non si fattura. Ma sarebbe bene che tutti quelli che finalmente si stanno spostando su questa riva, capiscano anche che il “cliente” ora vuole che la storia sia vera davvero, e non sia il solito copia-incolla di parole orecchiate e rifritte, come siamo stati abituati dalla politica d’accatto.

 

9 pensieri su “Nuovi Paesaggi, per modo di dire

  1. Il senatore D’Alia (il colore politico è indifferente) era un pasdaran del Ponte sullo Stretto, salvo poi cambiare improvvisamente opinione e diventare un forte oppositore.
    Cosa gli aveva fatto cambiare idea? Una scelta etica, ambientalista e di legalità?
    No, approfittando del fatto si stavano per gettare le fondamenta del ponte, poco distante da dove doveva sorgere un pilone sul lato siciliano ci ha preso villa a prezzo scontatissimo.
    Questo lo ha fatto diventare paesaggista.

    http://www.corriere.it/politica/12_ottobre_21/senatore-compra-casa-cambia-idea-sul-ponte-stella_4735f7e6-1b50-11e2-9e30-c7f8ca4c8ace.shtml

    • Ma certo, uno dei molti neo-paesaggisti: vedrai, spunteranno come funghi!
      Inoltre oggi parlare di paesaggio nobilita e dà quel po’ di lustro che serve a ‘passare dall’altra parte’ senza dare troppo nell’occhio.

      • Questo oscilllare da una parte all’altra mi da l’impressione si chiami facciaculismo.
        C’è gente ha costruito carriere politiche oscillando un poco di qua un poco di là avendo imparato da piccino il llibro delle risposte.
        Ovvero sempre risposte plausibili a qualsiasi domanda ma che non vogliono dire nulla.

        • Be’ sai com’è oscillando in continuazione c’è gente – di ogni parte politica – che è riuscita a campare benino per tutti questi anni. Io ne conosco un buon numero e ci sarebbe da scriverne la biografia…(chissà che non mi decida, uno di questi mesi invernali)

  2. …Su quel bel paesaggio AUTENTICO di “zuppa”, mi ci affaccerei volentieri…!!!!! un saluto e grazie per le tue riflessioni e il tuo “occhio” lungo sul panorama faunistico umano non proprio confortante….

        • Certo che la racconterò – quella e altre storie racconterò -. Perché qui di storie da raccontare ce ne sono molte: ma vanno raccontate e non stilizzate in qualcosa di manierato e/o folkloristico. Tutta la Toscana è stata ‘stornata’ dal suo essere, in qualcosa ad usum turisti, anzi: ad usum fatturati. Invece bisogna raschiare quella patina che le hanno spalmato sopra, per renderla più ‘fruibile’ (leggi: consumabile) da parte di gente incolta o impreparata, o insensibile al bello. Questo è avvenuto perché gli avventurieri della comunicazione – così chiamo chi è privo di esperienza vera, ma soprattutto è privo di sensibilità autentica – hanno banalizzato tutto ciò che si pensa significhi “Toscana”. Questo è avvenuto con l’uso distorto delle parole: borgo, podere, antico, villaggio, paese, tradizionale, saperi, sapori, tipico, … Sono solo alcuni esempi di parole che non vogliono più dire niente. A queste ora aggiungerei: biologico, naturale, artigiano, artigianale, paesaggio. Presto verranno raggiunte anche queste ultime da “biodinamico” e non so più da che altro.
          I ladri di parole e di modi di dire sono quasi peggio dei ladri che siedono in parlamento….ci rubano la nostra cultura (anche questa parola è stuprata quotidianamente) svuotandola dai significati originali di ogni singola parola.

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