Televendita del Paesaggio

Uno di questi prossimi anni o mesi, qualche beato visitatore olandese girellerà per le campagne intorno a quel di Montisi – di cui avrà magari sentito menzionale l’olio d’oliva, insieme al delicato paesaggio circostante – e potrebbe trovarle ‘lievemente’ mutate: le campagne, il paesaggio e anche l’olio. L’olio e il turismo, qui, per ora beneficiano di un asset straordinario, il paesaggio, il famoso paesaggio toscano; proprio lui, quello di cui parlano in tutto il mondo, non solo nel resto d’Europa, o in America, ma anche in Cina e in Brasile, e nei nuovi paesi che stanno affluendo al turismo. È il paesaggio che ha reso rinomata la Toscana, perché è straordinariamente bello e ci fa sentire bene. Però non tutti se ne sono accorti e allora pensiamo a una scuola di italianità, a cui sottoporre in primis chi ha responsabilità pubbliche.
“Dobbiamo vendere paesaggio, non magliette” ha scritto Massimo Gramellini su La Stampa, in un commento al crollo di Barletta, in cui hanno perso la vita giovani donne che proprio magliette stavano fabbricando, in una risulta di luogo, per battere i prezzi cinesi . Dovremmo tutelare il bello e il buono di questo paese e costruire posti di lavoro sulla bellezza, non cercando di essere più cinesi dei cinesi, mentre proprio loro (i cinesi) stanno facendo il percorso inverso.

18 pensieri su “Televendita del Paesaggio

  1. Tanto per cambiare, in uno dei siti più poetici della Toscana, a Pavicchia, tra Montisi e Trequanda si pensa di costruire un tot di casette, alberghetti, un centro termale (e l’acqua termale?) e così via. Nei luoghi il turismo non manca, forse manca un pensiero un po’ più strategico, meno mattoni e meno consumo del suolo, più ripristini, restauri e tutela del bello, per esempio

  2. Conosco il luogo: una meraviglia per gli occhi e per il cuore.
    Non oso nemmeno pensare cosa potrebbe essere uno sbancamento per fare posto alle solite villette e alle solite ricette di insano sviluppo demente che accompagna la Toscana verso un lento inevitabile declino dal punto di vista paesaggistico e dal punto di vista di appetibilità di gente.
    La bellezza ha fame e non la si può alimentare più a villaggini nuovi finto vecchio che fa tanto antani per americani bigonzi e danarosi.
    Ciò siamo e ciò esce, fatto con meno spocchia e supponenza, ciò offriamo con meno boria e più cordialità verso chi arriva che non è un pollo da spennare o un bischero da fregare.
    Il mito del paesaggio toscano non si è fatto, ma lo si è trovato già pronto all’uso, vediamo di non farlo andare in perdizione per la nostra inqualificabile miopia e ingordigia.

    • So come la pensi, caro Andrea, da vero toscano contemporaneo consapevole dei valori ricevuti in custodia e custoditi con i denti, a rischio di passare per visionario! Mercoledì pomeriggio, un manipolo di visionari come te sottoporranno la questione in una riunione a San Givanni d’Asso, nella sala convegni del castello.
      Troppa gente di qui non si rende conto che i primi a essere derubati sono i toscani, troppa gente pensa che siano capricci di sciuri foresti, invece è proprio le comunità locale che si vede sottratto un patrimonio…

  3. …tranquilli, adesso che sarà fondata “Forza Gnocca” nuovi geniali amministratori si occuperanno della bellezza del paesaggio italiano. Si dice che il premier ne stia già parlando con Putin, alla festa del suo compleanno…

    • Cara Silvia, purtroppo per ora non sono quelli di “forza gnocca” a dare il via libera a questi disastri, bensì quelli che dovrebbero portare avanti l’Italia più consapevole dei propri valori! Almeno questo è quello che (non solo) io mi aspetto dagli uomini dell’opposizione.

  4. Cara signora Silvia, qui forza gnocca non c’entra proprio nulla. Magari fosse così semplice, basterebbe mandare via uno e poi tornerebbe tutto a posto. Qui c’è di tutto, a partire da un malsano idealismo che genera piani provinciali e comunali in cui si proibiscono i viali di cipressi (in Toscana!) perché “banalizzano il paesaggio” e si impone di ampliare i poderi in pietra solo con annessi in vetro e cemento per evitare la “edilizia vernacolare”. Di orrori cosí ne posso citare a dozzine. Grazie a questi pazzi pseudo intellettuali, ai troppi assessori ignoranti e alla speculazione, che ahimè veste ogni colore, si sta rovinando una terra bellissima.

    • Ebbene sì, anche quella storia dei cipressi (che secondo qualcuno sono ‘retorici’), è un esempio della politica incolta e approssimativa che non studia, non ha occhi per vedere il bello, non ascolta, non si informa, non è capace di proporre, perché non ha competenze e non è incline a crearsele.

      • Dal mio piccolo osservatorio chiantigiano vedo un proliferare di cipressini che fa molto sotto il sole della in Tuscany, ma ho ben chiaro nella memoria la disposizione e lo scopo avevano queste piante.
        Ai cimiteri, da cui “l’andare ai cipressini” per dire morire, accanto una casa, ma soprattutto nei punti di confine fra aziende o a sovrintendere strade di campagna che servivano come punto di riferimento da lontano.
        I cipressini in duplice filar di Carducci non sono certo il cipressinaio banale odierno.
        Esagero? Forse, infatti americani tagliano salci, mori, meli e piantano belle file di cipressini davanti alle loro ex case coloniche diventate ville con oscena fontanina bianca davanti.
        Esagero?
        Venite a fare un giro dalle mie parti che fra cipressi, abusi e cemento, pare di vivere in una rivista patinata dal ttolo Etruscany.

        • E’ verissimo c’è il cipressino che maschera i capannoni al villaggio Santa Rita (Gr.), e naturalmente non maschera niente; e poi perché mascherare? Basterebbe avere delle zone artigianali o industriali situate – non dove conviene agli amici (degli amici) – in luoghi ben studiati e raccolti, non disseminati qua e là senza discernimento. Ma “proibire” i cipressi mi pare un’assurdità. Che poi ci siano in giro innumerevoli ‘troiai’ (detto alla toscana) è purtroppo verissimo e in Toscana, massimamente nelle nostre zone, salta subito all’occhio.

  5. …concordo Signor Stefano. Ho fatto ahimè dei lavori per la provincia di Siena -che, scandalosamente e senza alcuna etica,non mi son neanche stati pagati by the way- e ho visto cose che noi umani…ecc ecc. Ma peggio di Forza Gnocca in Italia non esiste nulla e quanto di pestilenziale esiste è frutto di quella cultura. Dopodichè, altri salti di qualità sarebbero opportuni, ma liberarci del cancro è già un buon viatico per poter mettere in cantiere nuovi traguardi.

    • Il periodo berlusconiano sta finendo, come non condividere la speranza che venga qualcosa di meglio? Però costazioni come questo post di Silvana mi fanno tremare; forse è colpa della mia miopia o forse pretendo troppo, ma non vedo in giro gente capace di migliorare la situazione. Spero di sbagliarmi.

      • Caro Stefano, non ti sbagli affatto. E’ montato in modo strisciante un ‘nuovo’ modo bipartisan di pensare la politica. Che fare per rimontare la situazione (con tutto il bendiddio di questo paese), è una domanda che non assilla nessuno. Ciò che interessa è arrivare a sedersi “lì” e poi dare spazio agli interessi del proprio parterre di amicizie.

  6. In Maremma vorremmo tanto avere il problema dei cipressi che deturpano il paesaggio…è stato appena approvato il progetto per l’interporto di Braccagni, un mostro di cemento e asfalto a ridosso del centro abitato, totalmente inutile, in una zona prettamente agricola e con vie di comunicazione antidiluviane. E anche qui SB non c’entra niente…

    • SB (inteso come Berlusconi) è il comodo paravento per mettere in atto tutti i malsani desideri di un popolo di ignoranti (alla lettera), la cui unica ambizione è quella di arricchirsi con facilità e immediatezza. Fa niente se ciò può accadere alle spalle di un altro o della cosa pubblica (cioè di tutti).

Rispondi